Cibo da piccole realtà di montagna

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Come calcoliamo il prezzo del cibo

In questo articolo proviamo a spiegarti qualcosa di noi, ti parliamo del prezzo del cibo, di come lo calcoliamo ma per farlo dobbiamo prima spiegarti quali sono le idee che ci muovono.

Partiamo dall’inizio, perché siamo nati

Per spiegare come calcoliamo il prezzo dei prodotti e per farvi capire il nostro concetto di “valore” dobbiamo partire dall’inizio, dal perché siamo nati. Il Cibo delle Alpi nasce dall’incontro tra alcuni amici, nati e cresciuti in montagna e che condividono la passione per la propria terra. Chi vive in montagna conosce molto bene due fenomeni devastanti che sono lo spopolamento e l’abbandono, due facce della stessa medaglia. Dagli anni ’60 in poi molti abitanti delle montagne hanno scelto, e forse non a torto, di abbandonare quella che oggi definiamo l’economia di sussistenza tipica delle montagne. Un tempo non mancava quasi nulla, c’erano cibo, casa, riscaldamento e per chi voleva l’istruzione pubblica ma tutto nasceva dall’autoproduzione ed i soldi erano pochi. Va detto che sino ad allora i soldi non servivano a molto, perché tutto era appunto auto-prodotto e non doveva essere acquistato. Ma con l’avanzare della modernità il denaro iniziò ad avere sempre più importanza: per le comodità, le ferie, i vestiti, l’auto e gli accessori vari che in epoca moderna riempiono le nostre vite. Nulla di male in tutto questo. Il problema è che la montagna non offriva lavoro retribuito per tutti e l’agricoltura sfamava ma non dava reddito. Il risultato è che, progressivamente, antichi pascoli e terrazzamenti un tempo coltivati sono stati abbandonati lasciando spazio al bosco che oggi avanza e reclama terreni un tempo suoi. La montagna torna quindi ad essere selvatica e, di conseguenza, ostile all’uomo. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a maldestri tentativi di industrializzare questi territori, inclusa l’agricoltura, con risultati a volte devastanti per ambiente e paesaggio.

Agricoltori resilienti

Ma c’è chi ha resistito, chi ha provato a trasformare l’agricoltura di sussistenza in una fonte di reddito, alzando la qualità dei prodotti, cercando nuovi mercati, rianimando comunità e trovando nell’antico ricette e saperi per la produzione di cibo unico al mondo. Si è scoperto che la montagna, anche grazie alle sue caratteristiche climatiche e geologiche, può dare vita ad eccellenze impossibili da replicare con metodi industriali o in altri luoghi. L’unicità di questo cibo sta dando nuova linfa alla montagna stimolando la nascita di piccole aziende agricole, con capacità produttiva estremamente limitata, che utilizzano metodi agricoli naturali, mutuati dal passato ed integrati da nuove scoperte, per rispettare l’ambiente. Si produce cibo nuovo, che nasce dal passato, seguendo regole antiche che noi identifichiamo nella “cultura dei limiti”: alla terra non si chiede più di quanto può dare, ci si deve fermare quando la ricerca di profitto contrasta l’armonia tra uomo e natura. Il Cibo delle Alpi nasce in questo contesto, è una scommessa che guarda al futuro.

Supportare i piccoli agricoltori di montagna

Noi de Il Cibo delle Alpi nasciamo appunto in questo contesto di rinascita della montagna. Da circa 20 anni i soci fondatori lavorano nel mondo della nuova agricoltura di montagna. Alcuni di noi sono agricoltori, altri sono animatori di comunità, ricercatori, comunicatori o esperti di marketing. Negli anni ci siamo accorti che la sfida maggiore per questi nuovo movimento agricolo è farsi conosce, trasmettere e diffondere i valori che ne stanno alla base. Per i nostri agricoltori non è una questione di ricerca di nuovi mercati, di nuovi clienti, ma di persone che sappiano apprezzare cosa c’è dietro il cibo che producono. Non è una questione di appagamento personale, non interessa che sia riconosciuta la fatica, ma che si scopra l’importanza dell’armonia tra uomo e natura. La montagna propone un nuovo modello di sviluppo, e lo fa con forza e cerca orecchie e menti pronte ad ascoltare. Come diceva un amico chef: la narrazione è rivoluzionaria. Ecco noi di Il Cibo delle Alpi nasciamo per raccontare e diffondere la moderna cultura della montagna, che unisce tradizione a una nuova e fresca visione del futuro. Abbiamo quindi deciso di vendere cibo per finanziare la narrazione della nuova agricoltura di montagna e dei suoi valori.

Il cibo è sicuramente il più importante viatico di questa narrazione ma certe volte non basta, bisogno dare voce agli agricoltori, raccontarli, spingere chi vive in città a visitare la montagna con modalità nuove. Dobbiamo ridare valore alla lentezza e all’osservazione. Per questo amiamo il piccolo, l’umile, perché nel piccolo c’è tanta resilienza. Tanti piccoli uniti generano una grande forza che può agire significativi cambiamenti anche in luoghi lontani dalle nostre montagne.

Marketing umanistico

Quando abbiamo intrapreso questo viaggio de Il Cibo delle Alpi abbiamo iniziato ad immaginare un modello basato su un’etica forte consapevoli di doverci confrontare con il mercato e quindi con logiche di vendita e promozione. Ci siamo voluti ispirare alle nuove frontiere del marketing abbracciando quello che P. Kotler definisce il marketing sociale o marketing umanistico. Ma in cosa consiste? Le regole sono semplici e possiamo sintetizzarle così:

  • La verità è l’arma più potente, dobbiamo sempre dire la verità su chi siamo, cosa facciamo e cosa vogliamo. La verità ci rende più liberi e forti e ci spinge alla fedeltà verso i nostri valori.
  • Verità e trasparenza sono due facce della stessa medaglia.
  • Il passaparola è la più potente arma di comunicazione, le persone soddisfatte e coinvolte sono i nostri testimonial migliori.
  • Il modo migliore per fare promozione è compiere azioni che abbiano ricadute positive nel proprio ambiente e nella società.

Ed ora parliamo del prezzo

Proprio perché crediamo nel valore della trasparenza vogliamo spiegarti come calcoliamo il prezzo del cibo che vendiamo. Prima di continuare ricordati perché siamo nati: per dare voce alle piccole realtà di montagna, perché crediamo nella forza della narrazione, con il fine di contrastare l’abbandono e lo spopolamento e per diffondere una rinnovata cultura dei limiti e di armonia.

Per rendere il nostro progetto sostenibile abbiamo sviluppato una sorta di algoritmo. Noi acquistiamo dagli agricoltori riconoscendo un giusto prezzo, senza chiedere particolari sconti. Questo perché sappiamo bene che per produrre il nostro cibo c’è tanta fatica, ore di lavoro, alti costi di produzione e una vita di sacrifici. Mediamente riscontriamo al produttore circa il 54% del prezzo di vendita, se ad esempio vendiamo un prodotto a 10 euro, al produttore riconosciamo 5,4 euro. È importante capire che parliamo di media: facciamo una media tra tutti i prodotti che abbiamo nel nostro paniere. Il restante 46% lo utilizziamo come segue: circa il 5% per packaging e spedizione, 20% alla comunicazione/narrazione )che come detto per noi è rivoluzionaria), ed il restante 21% ai costi di gestione e magazzino. Un modello economico delicato e che da il senso di quanto siano onerosi per noi gli sconti e le promozioni.

Diamo valore alla lentezza

Ci siamo accorti di una cosa: in montagna stiamo tornando a dare valore alla lentezza. È impossibile e forse sbagliato volere tutto e subito. Così come salumi, formaggi o vini hanno bisogno di tempo per affinarsi anche il Cibo delle Alpi ha bisogno di tempo per crescer ed evolvere e lo vogliamo fare con calma, un passo alla volta. Lo vogliamo fare facendo crescere una comunità che condivide valori e obiettivi. Non c’è fretta, diamo valore al tempo.

 

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