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Il Sidro delle Alpi che sta conquistando l’Europa

Il Sidro, vino spumante ancestrale, è tra i più antichi testimoni del vasto patrimonio alimentare delle Alpi. Novità 2024 di Il Cibo delle Alpi disponibili nelle versioni Brut, Extra Dry e Nuvolò.
Tre bottiglie di sidro Melagodo della Valtellina

Patrimonio alimentare alpino con origini celtiche

Il Sidro, un vino spumante ancestrale, è tra i più antichi testimoni del vasto patrimonio alimentare delle Alpi. Per risalire alle origini del sidro bisogna risalire all’epoca pre-romana, al periodo in cui i Celti dominavano le regioni alpine italiane. Sono sempre loro, i Celti, gli stessi che con ogni probabilità ci hanno donato le prime robiole di capra e gli antichi metodi di conservazione come, un esempio su tutti, il famoso Cuz di Corteno. Il Sidro è quindi un vino antichissimo che in epoca remota contribuiva alla dieta alpina, apportando energia alla dieta povera tipica di un’economia di sussistenza, e che oggi stiamo riscoprendo anche in Italia. In Europa il sidro è da sempre considerato un vino di eccellenza, al pari di grandi spumanti e pregiati champagne.

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La riscoperta del Sidro Italiano

Nel Nord Italia si è sempre prodotto il Sidro, sin dall’antichità, ma sempre come produzione di nicchia e consumato essenzialmente nei luoghi di produzione. Una tradizione che ha però rischiato di scomparire anche per via di una legge di epoca fascista che vietava la produzione di bevande alcoliche derivate da frutti di grado inferiore al 7% vol. Una legge che aveva lo scopo di proteggere i produttori di vino. In Italia il sidro è sicuramente un prodotto di nicchia anche se negli ultimi anni continua a crescere la platea degli estimatori. Negli ultimi anni le aziende italiane che producono questo vino spumante si stanno facendo notare in tutta Europa anche in paesi deve esiste una grande tradizione del sidro. In particolare la piccolissima azienda agricola Del Fatti Laura che con i suoi sidri Melagodo – Brut, Extra Dry e Nuvolò – sta ottenendo importanti riconoscimenti imponendosi sul mercato come importante punto di riferimento. Il sidro italiano si sta facendo strada perché porta con sé il gusto, l’eleganza e ricercata raffinatezza che si possono trovare nei grandi spumanti italiani. A questo si aggiunge una particolarità tutta italiana: se in Europa il sidro viene tradizionalmente prodotto con mele di piccole dimensioni raccolte da terra da alberi a fusto alto, in Italia si utilizzano mele pregiate da tavola coltivate come se fossero uva.

Il Sidro alpino che conquista l’Europa

I tre spumanti dell’Azienda Agricola Del Fatti LauraBrut, Extra Dry e Nuvolò – sono commercializzati con l’etichetta Melagodo e sono prodotti a Grosotto nell’area che segna il confine tra media ed alta Valtellina. Un’area particolarmente votata per la produzione della mela.

Apprezzati dagli intenditori di tutta Europa da alcuni anni ottengono i più importanti riconoscimenti internazionali. Interessante ascoltare la storia dei premi direttamente da Simone, membro del gruppo che all’interno dell’azienda ha sviluppato il sidro: “il primo anno abbiamo partecipato senza grandi aspettative solo per capire il livello raggiunto dal nostro sidro. In modo casuale abbiamo letto che in Germania il nostro sidro aveva ottenuto la menzione speciale. Al primo concorso una menzione speciale. L’anno dopo abbiamo riprovato, sempre con serenità, sapendo di confrontarci con etichette storiche. Con nostra grande sorpresa è arrivata la prima medaglia d’oro e da lì a seguire gli altri riconoscimenti”. Medaglia d’oro in Germania, medaglia d’oro al concorso londinese International Cider Challenge, la massima competizione mondiale del settore, medaglia d’oro in Spagna, nazione dove sono state trovate tracce di sidro che risalgono al III millennio a.C. (per dire che non sono gli ultimi arrivati) e per finire, con Nuvolò l’ultimo nato in casa Melagodo, medaglia d’oro in Norvegia.

Caratteristiche principali di questi tre spumanti sono: il perlage fine e persistente, sapidità e discreta acidità, grandi aromi e gradazione alcolica da 8,5% Vol. La produzione si divide in Brut, Extra Dry e Nuvolò.
Tutti e tre gli spumanti Melagodo sono prodotti con mele da frutteti antichi posti ad un’altitudine che varia dai 600 ai 900 metri slm e posti sul confine con l’Alta Valtellina. Questo ambiente favorisce una divisione cellulare più lenta, consentendo una maturazione lenta e graduale dei frutti e una maggiore concentrazione di zuccheri e sostanze aromatiche.

Melagodo, sidro nato in famiglia

I tre sidri Brut, Extra Dry e Nuvolò sono nati nel contesto familiare dell’azienda agricola Del Fatti Laura. Nel 2008 l’azienda valtellinese inizia ad affrontare la crisi del settore delle mele con il valore del frutto da tavola che cala di anno in anno. A questo si aggiungono i cambiamenti climatici con le sempre più frequenti grandinate che rovinando l’estetica del frutto lo rende poco commerciabile. In quel periodo l’azienda si trova a dover decidere come e se continuare l’attività. Iniziano a pensare alla trasformazione e qui nasce l’idea che all’epoca, a detta dei fondatori, suona un po come una follia: produrre sidro di mele senza avere alcuna esperienza. I primi due anni sono dedicati al know-how: esperimenti in cantina, viaggi in tutta Europa per carpire i segreti delle grandi etichette. Un passo alla volta, senza fretta, la qualità del sidro cresce e dopo oltre dieci anni, come detto, arrivano i riconoscimenti internazionali. La chiave del successo è nella caparbietà di Simone (figlio di Fatti Laura), Giovanni Tognoli (suocero di Simone) e di Gianni Pini (sempre genero dell’altro Giovanni) che nell’azienda agricola si occupano di curare le piante e la produzione del Sidro. Giovanni Tognoli è un cuoco e con la moglie condivide una lunga esperienza come sommelier e che, con una certa dose di genuina modestia, entrambi tendono a non raccontare. Le due figlie di Giovanni sono entrambe cresciute seguendo la passione dei genitori per la degustazione dei grandi vini. Ed è così che alla determinazione dei due Giovanni e di Simone si è aggiunto, come elemento determinante, il fine gusto delle donne di casa: la moglie e le figlie di Giovanni che però preferiscono l’asciare la ribalta alle braccia dell’azienda. Non da ultima la mamma di Simone, Laura, titolare dell’azienda agricola. Uno staff importante e fatto solo da parenti stretti. Un gioiello dell’imprenditoria di montagna. Il risultato è sorprendente: al sidro hanno saputo aggiungere la ricercata raffinatezza e l’eleganza tipica dei più grandi vini italiani.

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Come si produce il Sidro

Il tipico sidro alpino è un vino spumante vinificato con fermentazione e macerazione sulle bucce a temperatura controllata. Presa di spuma in bottiglia è indotta con lieviti selezionati: così come avviene per lo champagne, il Franciacorta ed altri vini pregiati, si aggiungono lieviti. Dopo l’aggiunta dei lieviti c’è l’affinamento che avviene in bottiglia per una durata che varia per ogni tipologia di spumante. Ad esempio per un brut, in genere, l’affinamento minimo è di 24 mesi. In questo periodo i lieviti reagiscono in maniera positiva con lo zucchero naturalmente contenuto nel vino rilasciando caratteristiche uniche e sviluppando anidride carbonica (le fini bollicine). L’affinamento avviene in ambienti con temperatura controllata e privi di luce. Dopo l’affinamento si effettua la sboccatura: dopo i mesi di affinamento il sidro presenta un aspetto torbido dovuto ai lieviti. La sboccatura serve per far fuoriuscire le particelle di lievito: si toglie il tappo a corona eseguendo un movimento che, quando fatto a mano, richiede grande esperienza per poi essere nuovamente chiuso con il tappo che proteggerà il vino fino alla degustazione.

 

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