Cibo da piccole realtà di montagna

Il Cibo delle Alpi e Comitato Pane in Piazza insieme per donare

Il Cibo delle Alpi insieme al Comitato Pane in piazza per nuovi e stimolanti progetti. Pane in Piazza è un comitato creato e voluto dall’amico Cesare Marinoni presidente dell’Associazione Panificatori ed organizza da 30 anni un’importante e concreta manifestazione benefica.

Il Cibo delle Alpi incontra Pane in piazza

Pane in Piazza è un comitato creato e voluto dall’amico Cesare Marinoni presidente dell’Associazione Panificatori, una realtà che conta iscritti in tutta Italia.  La manifestazione Pane in Piazza nasce circa 30 anni fa ad opera di Antonio Marinoni padre di Cesare con lo scopo di raccogliere fondi per progetti etici ed internazionali.

Il padre di Cesare, Antonio,  è stato Presidente per due mandati della Federazione internazionale dei  panificatori mondiali,  durante la sua carriera grazie a Pane in piazza aprì ventiquattro panifici  nel mondo, donati alle Curie delle opere  missionarie. Tra le tante iniziative negli anni ’90 fu ad esempio sviluppato un importante progetto a Città del Guatemala. Fu studiata una galletta nutrizionale realizzabile con gli ingredienti delle popolazioni autoctone. Quel panificio oggi sforna oltre un milione di gallette al giorno per le scuole.  Con un altro progetto, anche in Zambia fu donato un panificio al cardinale Tettamanzi.

Pane in Piazza 2018 ed il forno di St. Augustin Bakery

Nel 2018 con l’evento Pane in Piazza, che si è tenuto nella piazza del Domo di Milano, sono stati raccolti i fondi per la realizzazione di un panificio industriale in Etiopia Dire Dawa. Pochi mesi dopo la raccolta fondi il panificio era già attivo ed oggi sforna circa 300kg di pane di cui una parte viene venduto ad un prezzo popolare mentre una parte viene donata ad un convento di suore che aiuta centinaia di persone tra indigenti e malati.

Il Cesto di Natale dalle Alpi all’Africa

Da ottobre 2023 anche Il Cibo delle Alpi si unisce al Comitato Pane in Piazza e lo fa con un gesto concreto, donando ai Frati Missionari Cappuccini il cibo per l’aperitivo di una importante serata di raccolta fondi. Porteremo pane, salame camuno, spongade e vino. Ma questo, come detto, è solo l’inizio: durante la serata presenteremo il cesto di Natale “Dalle Alpi all’Africa”, il 20% del ricavato dalla vendita di questi cesti sarà donato a due  progetti dei Missionari Cappuccini: il panificio “St. Augustin Bakery” di Dire Dawa in Etiopia e la costruzione di un pozzo per l’acqua potabile sempre in Etiopia.

Scarica la brochure dei cesti di Natale

La montagna va in città per incontrare l’Africa

Ti starai chiedendo perché il Cibo delle Alpi incontra l’Africa?

Prima di tutto perché è ciò che ci piace fare. Il nostro è un progetto etico: siamo nati per dare supporto ai piccoli agricoltori di montagna che difendono la biodiversità e la biosfera con le buone pratiche dell’agroecologia. Per noi è naturale sposare il progetto proposto dall’amico Cesare.

La montagna è da sempre considerata “un’ area fragile” o “area interna” o come dicono alcuni un territorio al “margine dell’impero”. Per noi è quindi normale nutrire vicinanza e simpatia per le aree marginali del mondo. C’è anche un aspetto della concretezza. In montagna ci piace essere concreti, van bene le parole ma ancora di più i fatti, le azioni. Come si dice: chi fa fa.

Le montagne uniscono

C’è chi vive in montagna come persone chiuse, introverse e poco sociali. Ma è un’immagine sbagliata, forse non siamo sempre bravi con le parole, forse pecchiamo un pò di diffidenza all’inizio, ma quando ci apriamo “ti diamo il cuore in mano”. Le montagne non dividono ma uniscono, con i passi, i valichi e le loro vie di comunicazione, le montagne sono state per secoli crocevia per viandanti di tutta europa. La convivialità e l’ospitalità per noi è sacra, alle parole preferiamo gesti concreti come l’offerta del cibo.

Il legame con i frati cappuccini

Non dimentichiamo il legame con frati cappuccini. Nelle nostre valli ci sono numerosi conventi e monasteri, come in Valtellina e Valle Camonica, ad esempio. A pochi Km dalla nostra sede di Ceto c’è il convento dell’Annunciata un luogo al quale siamo molto legati, ma di questo parleremo in futuro. A Niardo, paese confinante con Ceto, è nato il Beato Innocenzo una figura amatissima in Valle Camonica con devoti in tutto il mondo.

Sposiamo totalmente la loro idea di pace ed armonia con la natura e con tutto ciò che ci circonda. Siamo nati principalmente per tutelare l’ambiente e mantenere viva la montagna. Non possiamo che provare simpatia per i Frati che sa secoli lavorano ed onorano la terra.

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Riteniamo la montagna un archivio di antichi saperi da rivitalizzare per la creazione di un modello di società più etica e sostenibile.