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In viaggio nella terra dello Tzèrb

La terra dello Tzèrb: tra terrazzamenti e antichi borghi

Durata prevista: 4 ore circa

Possibilità pernottamento

  • Visita ai terrazzamenti
  • Scoperta della viticoltura eroica e naturale
  • Un viaggio nell’agroecologia
  • Degustazione con cibo locale
  • Possibilità di pernottamento

Descrizione

Un viaggio in Valtellina, una regione alpina rinomata per i suoi vini naturali e le pratiche viticole estreme. Qui, l’esperienza è incentrata sullo scoprire lo Tzèrb, un vino unico prodotto su antichi terrazzamenti con vitigni autoctoni che hanno sfidato il tempo e superato i 100 anni di vita. Piante che l’agricoltore Jonni Fendi ha recuperato all’abbandono: Tzèrb in dialetto valtellinese significa incolto, selvatico.

Il programma inizia con una visita ai vitigni, situati su terrazzamenti antichi, attraverso un trekking leggero che ti porterà a contatto con la bellezza naturale e la maestosità dei vigneti.

Successivamente, avrai l’opportunità di immergervi nell’arte della vinificazione con assaggi dello Tzerb. La tua guida sarà Jonantan Fendoni, un appassionato produttore che ti condurrà nel mondo della viticoltura naturale e dell’agroecologia. Il tutto si svolgerà in una piccola e autentica cantina nel borgo di Pila Boscarini, con una sincera condivisione delle conoscenze. Potrai assaporare lo Tzèrb, abbinato al cibo preparato da piccoli agricoltori locali. Possiamo garantire che questo momento di degustazione sarà una celebrazione genuina dei prodotti locali.

La visita può concludersi con un pranzo o una cena a base di pizzoccheri o altri piatti tradizionali della zona.

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Lo Tzèerb

Il vino naturale TZERB di Orto Tellinum è prodotto utilizzando uve provenienti da antichi vitigni di Chiavennasca (90%), con l’aggiunta di piccole quantità di altri rari vitigni autoctoni della Valtellina come TraunascaBrugnole, Rossola, Pignola e Merlina. Le piante sono recuperate da Orto Tellinum, collocate su terreni distribuiti in piccole parcelle nell’area di Teglio (SO) e coltivate in modo naturale. Le uve non sono acquistate da fornitori esterni, ma sono tutte prodotte internamente. “Sono tanti piccoli appezzamenti provenienti dai nonni degli altri, sottratti all’abbandono”, spiega Jonatan Fendoni, il proprietario di Orto Tellinum.

Grazie alle radici profonde di queste piante, che riescono a penetrare le rocce e ad assorbirne i sali minerali, il vino acquista carattere e unicità, riflettendo il particolare “terroir”. La terra è scarsa e difficile, il terreno è arido e acido. Jonatan non utilizza fertilizzanti chimici, ma si affida all’erba sfalciata o rimossa manualmente. La vendemmia dello TZERB viene fatta interamente a mano ed è estremamente tardiva, di solito si svolge nella seconda metà di ottobre e può protrarsi fino a novembre, consentendo all’uva di raggiungere la massima maturazione. Si tratta di un lavoro sicuramente estremo ed eroico, che ha anche un importante valore etico: il recupero degli antichi vitigni autoctoni permette di preservare il patrimonio genetico di piante che sono state in grado di resistere all’abbandono per decenni. Il termine “Tzérb” viene utilizzato nel dialetto valtellinese per descrivere un terreno incolto, selvatico e abbandonato.

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