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Presentato a Milano il pacco Pace e Bene

Il 25% del Pacco di Natale Pace e Bene sarà destinato al St. Augustin Bakery e alle scuole dei Missionari in Africa. Per costruire la pace servono gesti concreti come questi dei Frati Missionari. Questo cesto di Natale è solo l’inizio perché la collaborazione con i Missionari Cappuccini e con Pane in Piazza continuerà nel tempo. I

Il Cesto Pace e Bene è solo l’inizio

Mercoledì 29 novembre abbiamo presentato a Milano il cesto Pace e Bene che destina il 25% del ricavato alle opere dei Frati Missionari Cappuccini. 

L’evento si è tenuto nella sede di Pane in Piazza in Vicolo Calusca, l’associazione presieduta dall’amico Cesare Marinoni nata per organizzare eventi con lo scopo di raccogliere fondi per progetti di aiuto agli indigenti nel sud del mondo. Pane in Piazza’ nacque 30 anni fa per iniziativa di Antonio Marinoni, padre di Cesare, panificatore che ricoprì le massime cariche rappresentative fino alla presidenza dei panificatori a livello mondiale. Nel 2019 con l’evento nella Piazza del Duomo di Milano i Frati Missionari Cappuccini, con Cesare, hanno raccolto fondi per finanziare l’apertura del forno “St. Augustin Bakery” a Dire Dawa in Etiopia. 

Il panificio “St. Augustin Bakery” gestito dai Missionari Cappuccini e dalle suore, sforna ogni giorno circa 300 kg di pane venduto a un prezzo popolare e donato agli indigenti.

Gesti concreti per costruire la Pace

Il 25% del Pacco di Natale Pace e Bene sarà destinato al St. Augustin Bakery e alle scuole dei Missionari in Africa. Per costruire la pace servono gesti concreti come questi dei Frati Missionari. Questo cesto di Natale è solo l’inizio perché la collaborazione con i Missionari Cappuccini e con Pane in Piazza continuerà nel tempo. Iscriviti alle news letter per restare informato.



L’incontro con Fra Giovanni e Fra Marino

Fra Giovanni Cropelli è il nuovo direttore del Centro Missionario di piazzale Cimitero Maggiore di Milano mentre Fra Marino è il suo predecessore. La prima volta ci siamo incontrati nella loro sede, sorseggiando un ottimo limoncello preparato da Fra Marino. Siamo rimasti affascinati dalla loro visione del mondo e delle relazioni umane: semplicità, fratellanza e umiltà. Per noi i frati cappuccini incarnano quella che noi definiamo “cultura dei limiti” ossia quella propensione ad accettare i limiti allo sviluppo preferendo le piccole realtà che operano rispettando la biodiversità e in armonia con ambiente e comunità.
Le dichiarazioni di Fra Giovanni in conferenza stampa: “Quando ho incontrato gli amici della Val Camonica, Fabrizio e Claudio, ho subito visto in loro l’amore per noi frati Cappuccini e percepito il desiderio di collaborare con noi per il bene delle nostre missioni. Così hanno iniziato a sostenere i nostri progetti con molta discrezione e partecipazione. Li ringraziamo di tutto cuore!”
Un incontro reso possibile da Cesare Marinoni, una bella persona, carismatica e creativa, che agisce in modo disinteressato creando relazioni con l’unico scopo di aiutare chi ha bisogno di aiuto.

Frati e Alpi, una relazione secolare

Le parole di Claudio Furloni durante la presentazione: “Per Il Cibo delle Alpi collaborare con i progetti Frati Cappuccini missionari di Milano è naturale Infatti esiste un legame secolare tra l’Ordine dei Cappuccini e le comunità alpine dove sono nate molte importanti vocazioni. Basta
pensare che in Valle Camonica, proprio a circa 10 km dall’Agriturismo San Faustino, sede operativa di Il cibo delle Alpi, Berzo nel 1844 ha dato i natali al Beato Innocenzo per il
quale tanti lombardi nutrono una forte devozione. In molte valli si trovano conventi tuttora mete di pellegrinaggi. Sempre in Valle Camonica, al convento dell’Annunciata, si trova una vecchia fotografia in bianco e nero che ritrae un Frate che dona pane e minestra ai bambini indigenti del luogo, quindi per noi è anche un modo per ringraziare I Cappuccini per quanto è stato fatto.Tutti i partecipanti all’iniziativa Il Cibo delle Alpi hanno subito manifestato piena adesione all’ideale di Pace e Bene che i frati diffondono. Per noi i Frati Cappuccini sono un esempio concreto di quella ricerca dell’equilibrio tra uomo e ambiente che sta anche alla base del nostro lavoro.
Crediamo inoltre che solo facendo opere di bene nelle aree povere del mondo
potremo costruire solidi percorsi di pace. Dobbiamo prendere esempio dai Frati che in silenzio e con umiltà operano per il benessere della collettività.
Il Cesto di Natale è solo l’inizio di un percorso che ci auguriamo di poter fare insieme”.

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